domenica, novembre 30, 2003
Se non fosse che è un disco molto erotico, senza soluzione di continuità (è mixato, non ti lascia il tempo di respirare...), che dura poco più di un'ora (e un'ora è pochino...), se non pensassi che tu penseresti (attenzione a quello che scrivi, oneforthepot!!) che ce stò a provà...te lo duplicherei...:-)
The BBC review
Music To Watch Girls Cry was originally only a promo CD, given away to friends of Twisted Nerve on the basis that it contained 60 tracks that would be a nightmare to clear. But thanks to Fat City the mix is finally available to buy, and a fine purchase it is too. Over an hour long, this energetic, musical-gear crunching mix fuses some fantastic rare grooves, funky soul, psychedelic Indian sounds and the kitchen sink for good measure. Andy Votel must have one of the coolest record collections ever. Absolutely fantastic. (8/10)
Ieri sera Ursula Rucker al Maffia di Reggio Emilia...
Tipa tosta. Pantera nera, fiera e consapevole.
Live set essenziale, voce, chitarra variamente effettata e batteria.
Sempre al Maffia, la sera prima, pare che Howie B. suonato più che mai, abbia messo dischi fino alle 8.00 di mattina per il delirio dei presenti...
Hey Jude...versione strumentale per moog e sezione ritmica!
Aiuto...
Avete presente quando il comandante Ian Solo schiaccia il pulsante dell'iperspazio sulla Millenium Falcon?
E sul 'parabrezza' si proietta una strisciata di stelle?
Ecco...così...
"Viaggiare nell'iperspazio non è come spargere fertilizzanti da un aeroplano..."
"Rumori di fondo"
da: Il Caffè del Teatro - 10/2003
Parliamo di feticismo.
Discografico.
Partiamo dal CD “Music to watch girls cry”, firmato da Andy Votel. Andy Votel è uno scapestrato non altrimenti definibile. Un produttore discografico? Un musicista? Un DJ? Un po’ tutte queste cose, nessuna in particolare. Uno scapestrato, appunto. Un visionario a cui va il merito di avere scoperto e lanciato, per la sua etichetta (Twistednerve) quel genietto di Badly Drawn Boy, autore di un paio di dischi splendidi, tra cui la colonna sonora diAbout a Boy.
Andy Votel, da Manchester, possiede una delle più colossali collezioni di dischi di cui si abbia notizia. Impazzisce per i formati strani. Possiede scaffali dedicati esclusivamente ai 10”, altri riservati ai picturedisc sagomati, senza parlare poi dei 45 giri. Non depone a suo favore il fatto che collezioni anche scarpe da ginnastica (qualcuno al riguardo si augurò che collezionasse anche spray deodoranti…). Ma torniamo alla musica. Andy Votel, che se lo vedete sembra un nerd, uno di quei compagni di classe sfigatelli ai quali durante l’intervallo si nasconde la merenda, era uscito qualche anno fa con un suo album, Styles of the unexpected, manifesto della sua etica irriverente ed eterogenea, oggetto di culto, notato da pochi (i soliti malati terminali). Quel disco gli servì solo a prendere la mira. “Mi sono simpatiche le gazze – afferma mi piace il modo in cui prendono quello che serve loro senza chiedere permesso, e poi fanculo!”.
Music to watch girls cry è un pregiato campionario della collezione privata del nostro scapestrato che, per l’occasione, in veste di DJ, si assume la responsabilità della scelta e dell’assemblaggio di una sessantina di brani (di frammenti, visto che il disco dura poco più di un’ora) lontani anni luce l’uno dall’altro, la più disparata varietà che voi possiate immaginare. Oscuri brani strumentali, funk sconosciuto, orchestre improbabili, beat furiosi, anni ’60 francesi, traditionals irlandesi, colonne sonore, surf, marcette semiserie, atmosfere indiane, reggae, languori psichedelici…Se vogliamo circoscrivere il tutto, possiamo cercare di collocarlo temporalmente nel settore analogico della seconda metà del secolo scorso. Non vi basta? Non sappiamo cosa farci. Forse per comprensibili problemi legali riguardo ai diritti relativi ai singoli brani, il CD non è dotato di tracklist! Vale a dire? Non un titolo, non un autore…(ma un brano dei Goblin, sissignori, il sottoscritto l’ha riconosciuto!!). Tanto che in internet si è scatenata una vera e propria caccia al tesoro collettiva nel probabilmente vano tentativo di ricostruire il codice genetico del “mostro”.
Abbiamo già avuto modo di affermare, da queste colonne, che la genialità di queste operazioni, ciò che distingue il semplice DJ dall’artista, sta nell’innata capacità di fondere gli elementi più etrerogenei in una sostanza nuova, dotata di una propria identità originale. Potremmo parlare di Creazione. Poco importa che al posto della chitarra si “suoni” un giradischi.
Un solo colpo. Andy Votel centra il bersaglio. Colpito e affondato. Capolavoro che fa impallidire anche quel David Holmes autore di due raccolte analoghe (e chi ci segue sa quanto adoriamo David Holmes!). Quel David Holmes che, visto di recente al Maffia di Reggio Emilia armeggiare con i suoi 45 giri, incarna perfettamente lo spirito ribelle di chi punta non tanto a scandalizzare con accostamenti blasfemi, quanto ad amplificare l’energia di un brano, di una musica, giocando sui contrasti, sull’effetto sorpresa. Quella serata rimarrà nella storia, fosse anche solo per quei tre minuti in cui Holmes è passato dai Public Enemy di Fight the power ai Rolling Stones di She’s a rainbow…o per come ha posato i Beach Boys di Sloop John B su una base electro…
Insomma, bando ai concetti di purezza della razza!
Per tornare al discorso principale, quello che ci importa è anche il fugare ogni perplessità sull’origine del fascino di certe operazioni. Qualcuno potrebbe affermare che buona parte della meraviglia che si prova a tenere tra le mani il CD di Andy Votel sia generata dal fatto che si tratta di un oggetto raro, di culto, una raccolta di brani sconosciuti (e per questo di culto). Si potrebbe affermare che se per decenni sono rimasti sconosciuti forse un motivo c’era (il loro scarso valore artistico?). Che tristezza. Vorrebbe dire che ci accontentiamo davvero di poco, che i nostri criteri di scelta e di giudizio altro non sono che banderuole al vento… Sarà vero che se lo stesso brano di artista sconosciuto che ascoltiamo a ripetizione (e ci da i brividi) fosse firmato da Toto Cutugno, lo stesso brano ci farebbe inorridire? Boh…Ci sottraiamo al quesito, contando sul fatto che è materialmente impossibile che una canzone di Toto Cutugno possa dare i brividi.
Forse la spiegazione di tutto questo, dello stupore e della meraviglia, sta nella possibilità che queste impreviste finestre ci danno di uscire dai percorsi segnati dell’omologazione dei gusti e degli stili.
Di fronte ad una musica pop (nel senso più ampio del termine) che ormai raramente dice qualcosa di nuovo, di fronte alle ormai settimanali scoperte di nuovi talenti in grado di “rivoluzionare il rock”, di fronte al sistematico trucchetto di coprire idee vecchie con vestiti nuovi, di fronte a massificanti campagne pubblicitarie che ti fanno sentire una m… se non hai l’ultimo CD dei Coldplay, forse vale davvero la pena di affidare i nostri padiglioni auricolari agli illustri sconosciuti di cui sopra, sicuri che non ci tradiranno.
trovato!
"Music to watch girls cry"
Compiled and mixed by Andy Votel, avete presente? il genietto che sta dietro Badly Drawn Boy.
Sublime!
