oneforthepot

giovedì, marzo 31, 2005

Il Sorriso nobilita



Mi spiace non essere più assiduamente presente su queste pagine. Ma è una fase passeggera. Sto lavorando e mi mancano il tempo e le energie. Un lavoro piuttosto impegnativo dal punto di vista fisico (mentre in genere il mio dovrebbe essere un lavoro intellettuale anzichenò - ahahaha!!).
Insomma, arrivo a sera che sono bollito.
Però è vero: il lavoro nobilita. Sono bollito ma pervaso da un senso di serena pulizia interiore. Ma allora perché non provo altrettanta serenità quando svolgo il mio abituale lavoro intellettuale? Forse perché dentro di me sono conscio del fatto che, il lavoro intellettuale, lavoro non è? Che è tutta una messa in scena? Noo, non è così, vero?
Allora bisognerebbe dire che, non tanto il lavoro, ma la fatica nobilita.
Ma mi sto perdendo. Ché non era questo ciò di cui volevo dire.
Volevo scrivere del Sorriso.
Di quello che ti rimane sul viso anche dopo aver riappeso il telefono, dopo una più che piacevole chiacchierata con una amica, una cara amica.
Di quello che ti strappa la tua gatta preferita, avvicinando la sua testa alle tue labbra.
Di quello che ti scappa quando lasci cadere in mezzo alla strada il calpestabile da palcoscenico da 1 metro per 4, perché proprio non ce la fai più.
Di quello che ti esce appena hai finito di raccontare una barzelletta, e senti che sei riuscito a raccontarla bene, e c'è chi ride.

Sto leggendo Jules Verne. Ventimila leghe sotto i mari.
Vado a rilento. Una decina di pagine a sera (però son scritte fini fini...). Un po' perché, come dicevo sopra, sono bollito. Un po' perché la Mary Lou, che non mi vede tutto il giorno, quando viene l'ora di coricarsi reclama, giustamente, le mie attenzioni.
Ma ce la farò. E finito quello passerò a Il Corsaro Nero di Salgari. Poi vi dico.

Sto riascoltando una delle mie personali compilations per occasioni speciali.
Si intitola My Own Little Jazz e contiene, nell'ordine:
Quintessence - Quincy Jones Orchestra
(perfetta per descrivere il significato di Orchestra Jazz)
Round Midnight - Herbie Hancock & Bobby Mc Ferrin
(con quella voce, mio caro, può dire ciò che vuole, anche solo fare versi...)
Notti eluse e attese deluse - Paolo Fresu
(vedi alla voce: Notturno)
Autumn in New York - Ella Fitzgerald e Louis Armstrong
(NY, Manhattan in bianco e nero, le foglie che cadono in Central Park e il sole, nonostante tutto)
Night Lights - Gerry Mulligan
Se non avessi più te - Stefano Bollani
(meglio morire...)
Naima - John Coltrane
(meravigliosa. una delle mie preferite di sempre)
Peace - Courtney Pine
(avere vent'anni, non sentirli e suonare il sax da dio)
Ruby my dear - Carmen Mc Rae
(come scolpire una musica per estrarne le parole che cela)
Lonely Woman - Pat Metheny
(beh, che dire? quella chitarra... e quelle spazzole che sembran pioggia...)
Moonlight - Charlie Haden
(chiari di luna tropicali che ci vorrebbero spalle di donna da accarezzare)
Infinidad - Stan Getz
A Joao - Aldo Romano
(sangue che pulsa caldo nelle vene e nel cuore)
Dreamer - Joe Henderson
(che ti chiedi: se c'è un paese che ha inventato la bossa - e c'è - perché non è là che vivo?)
Chan's Song - Herbie Hancock & Bobby Mc Ferrin
(come definirla? solenne? sublime? boh. irraggiungibile, sicuramente)

Beh...funziona.
A presto miei cari.
Sempre Vostro
oftp

testuali parole di oneforthepot 23:33 | commenti (8) | permalink

sabato, marzo 26, 2005

Pausa di riflessione
(ovvero: trenta secondi davanti allo specchio)




Mi sono accorto di aver lasciato passare una intera settimana dall'ultimo post.
Strano, mi son detto.
C'è qualcosa che non va? mi son chiesto.
No, non mi pare, mi son risposto.
Probabilmente è l'arrivo della bella stagione. La mente riprende a volare. Il corpo mica sempre riesce a seguirla.
Sentiamo energia nell'aria e stanchezza addosso.
Aprile dolce dormire, no?
Boh...
Comunque, siam qui.
E poi sto cercando di fare pulizia nel mio PC, che ho due dischi pieni che non ci sta nemmeno più un file .txt... e una volta al giorno si pianta, allora sto salvando il salvabile, masterizzando il masterizzabile, e vorrei avere un masterizza-DVD, che procedendo a colpi di 700Mb ci vuole una vita. Oppure vorrei che esistesse un HD di misura indeterminata...elastica...come dire?...che regola le proprie dimensioni a seconda di ciò che deve contenere.
Difficile? Peccato.
Siamo ancora troppo poco virtuali. E virtuosi...

La mia cartella "Muzak" è stracolma di ogni cosa.
Una monumentale Storia del Doo-Wop. Circa 250 brani, 9 CD, con gioielli come Bewildered (James Brown & The Famous Flames), Trouble in Paradise (Johnny Maestro & The Crests) e ancora nomi leggendari come The Flamingos, The Excellents, The Five Satins, The Rivingtons...
E poi l'intera collezione di DJ Sets di un non meglio conosciuto Blue Water, che maneggia antichi 45 giri funk come piace a me.
E ancora, la seconda infornata di bossa-balanco anni '60 scaricabile dal sito Sabadabada (in tutto fanno 4 Gb di musica...)

Intanto ieri mi è salita la pressione ascoltando Town called Malice dei Jam.
URCA! Vorrei che Weller venisse presto in Italia, e la suonasse. Che ho voglia di saltare e scalciare e ballare, come fa Billy Elliott (proprio con quella canzone).

E poi mi sono innamorato!
Di un obiettivo...
Un 70-200 Nikon...
Apertura 2.8
Con stabilizzatore...
L'ho provato...
Si scatta a mano libera fino ad 1/4 di secondo, senza 'mosso'.
Con quello che costa ci sta un pacchetto composto da volo + una notte allo Sheraton di Miami + crociera ai Caraibi di 9 giorni, in una suite con balcone...
Lo voglio!

testuali parole di oneforthepot 15:52 | commenti (9) | permalink

sabato, marzo 19, 2005

Guarda ch'è l'una



Aspettavo questo momento.
Svegliarsi a mezzogiorno, la Mary Lou tra le braccia e 20 gradi fuori
Spremuta di arance, caffè e una fetta di crostata
E sotto l'uno-due fulminante, irresistibile composto da Don't make me over e Don't go breaking my heart, di Bacharach.
Colpito e affondato.
Mi arrendo, commosso.
Dirigo l'orchestra e ballo.
Primavera, finalmente!

testuali parole di oneforthepot 14:30 | commenti (18) | permalink

venerdì, marzo 11, 2005

Attenti all'uomo



E' una bella sensazione quella che provo pensando alla storia di questa lupa, rimasta incastrata in un pozzo sul lago Brasimone (Appennino bolognese), e salvata, curata e liberata da un gruppo di
operatori del Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica di Monte Adone.
Immagino questa lupa quasi incredula nel non riuscire a capire questi uomini che si adoperavano per lei.
Un senso di stupore.
Qualcosa da raccontare ai cuccioli, quando li ritroverà... "Gli uomini? Beh, non tutti sono cattivi..."
Mi piace pensare che serbi un buon ricordo del lieto fine di una storia che avrebbe potuto finire male.
Un lupo.
Siamo abituati a pensare al lupo come ad un animale pericoloso.
Stupidamente.
E non solo perché il lupo pericoloso non è. Soprattutto perché i veri animali pericolosi siamo noi. Pericolosi per gli altri animali (che spesso consideriamo - e qualcuno direbbe giustamente - inferiori). Pericolosi per i nostri simili.
Mi fa molta più paura una bocca che sputa violenza e sangue.
Mi fa molta più paura lo sguardo sogghignante di chi è sicuro di farla franca.
Mi fa molta più paura, anzi mi fa schifo, chi colpisce allo stomaco il nemico legato e imbavagliato.
Mi fa ancora più schifo chi si sente parte di una razza superiore e per questo si arroga il diritto di decidere della vita e della morte di chi sta sotto.
Se c'è un dio (e non ne sono sicuro) e se è come lo immagino, so che ha già in mente il giusto contrappasso per questi squallidi esseri.
Se un dio non c'è, spero che questi squallidi esseri siano colpiti anche solo da una minima parte delle sofferenze che ho augurato loro.
Alla lupa auguro invece di continuare a sentirsi libera tra i boschi, in mezzo alla neve, sotto la luna.

Io non sono riuscito ad andare oltre la metà di questo video.
Ma è giusto provarci.

testuali parole di oneforthepot 23:53 | commenti (6) | permalink

giovedì, marzo 10, 2005

 Belle Epoque



Sono piuttosto orgoglioso della mia prima crostata di marmellata (sì, quella nella foto).
Sono piuttosto orgoglioso delle mie foto sul sito di Stefano Bollani (qui)
Ma poi la parola 'orgoglioso' non mi piace più di tanto.
Diciamo che son soddisfazioni.
Son soddisfazioni (anche se mi sento un po' avvoltoio) quelle che si provano entrando nei negozi che stanno per chiudere (per sempre) e portandosi via le cose a meno di un quarto del prezzo di listino.
Camicie Fred Perry a 15€
CD a 4,90€
Così, a caso:
Art Tatum - Standards (registrazioni in piano solo, 1938/39)
Franz Schubert - Sonata per Arpeggione e pianoforte D821 e Trio n.1 in Si bemolle magg. per pianoforte, violino e violoncello op.99, D898
Franz Schubert - Sinfonie n. 8 e n. 9
Adesso vado a guardarmi un film. Probabilmente Stand by me - Ricordo di un'estate
Peccato aver finito il porto....



testuali parole di oneforthepot 23:39 | commenti (8) | permalink

mercoledì, marzo 09, 2005

Son cose



Giornate di piccole soddisfazioni
Il profumo di primavera
Le fotografie
L'insalata di farro
Il cofanetto degli Style Council
Mia madre che dice che sono più bello del solito (però poi mi prenota una visita per quella che pare essere la mia prima periartrite, ma non ne sono del tutto convinto).
Poi son riuscito a mettermi la mia prima camicia nera. Che a me il nero piace, ma la camicia nera mi fa venire i brividi...
Domani sera Sondre Lerche all'Estragon di Bologna.
Bisognerebbe andare...bisognerebbe.

testuali parole di oneforthepot 14:04 | commenti (3) | permalink

domenica, marzo 06, 2005

730



E oggi sono due anni che il mio Ginger non è più qui.
Bitossi...
La svolta fu quando mi fece cadere il televisore dal mobile, mandandolo in mille pezzi.
Fu lì che capii che di quella scatola, per quante cose preziose e tecnologicamente avanzate potesse contenere, non me ne fregava nulla.
Mi interessava solo proteggere e garantire la sua libertà felina, sua e della Mary Lou, che assieme a Ginger è nata il primo maggio di quasi cinque anni fa.
Di televisori son pieni i negozi. Gli sguardi chiari di un gatto non si comprano, nemmeno al mercato nero.
Da quel giorno, a Ginger e alla Mary Lou diedi carta bianca.
Ma fu solo con la morte di Ginger, la notte del 6 marzo di due anni fa, che capii che di quegli occhi non avrei potuto fare a meno, che in quegli occhi, in quelle zampe allungate a sfiorarmi il viso, stava non solo la loro libertà. Anche la mia. Soprattutto la mia.
Da quel giorno la Mary Lou è parte di me, in un abbraccio superiore, inscindibile.
Ma Ginger non c'è più.
E mi fa male pensare a quanto nuovo e più profondo amore non ho potuto manifestargli.
Mi manca quel pelo bianco e ispido e quelle fauci spalancate a mordermi i piedi...
Ciao Topazio

testuali parole di oneforthepot 18:18 | commenti (6) | permalink
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