martedì, maggio 31, 2005
Io voto Sì. Quattro Sì.
Alcune brevi riflessioni personali a proposito del prossimo referendum.
1) Come è già purtroppo successo, la differenza sta tra: "io non voglio" e "tu non puoi". E non è una differenza da poco.
2) Che almeno i sostenitori di questa legge (medievale, per quanto mi riguarda) siano coerenti. Se si vuole considerare l'embrione come soggetto giuridico a tutti gli effetti, non ha senso che esista un'altra legge dello stato che prevede l'aborto per i feti fino a 12 settimane. Forse lorsignori non si azzardano ad attaccare la 194 perché sanno benissimo che risulterebbero altamente impopolari? Peccato...
3) Mi chiedo: se chi oggi sceglie l'astensione, sceglie cioè, tra le altre cose, di impedire la ricerca sulle cellule staminali
embrionali, si ritrovasse, tra qualche anno ad essere malato di Alzheimer o di Parkinson, e se nel frattempo quella ricerca
avesse ottenuto all'estero (dove è permessa) utili sviluppi per combattere quelle malattie, ebbene, questo malato
sceglierebbe di trarre vantaggio da queste ricerche? oppure, rimarrebbe coerente alla scelta odierna? No...chiedo...
4) Non è che si sta assimilando la fecondazione eterologa all'adulterio? E che magari si punta a tornare indietro, agli anni in cui l'adulterio (femminile, naturalmente) era punito con la galera?
Il Padrino
Questo blog arranca. Lo so.
Si può fare di più, cantavano qualche anno fa tre sciagurati (o erano quattro?).
In attesa che giunga il giorno in cui rivaluteremo quella canzone e ne scaricheremo dalla rete il file .hlgr (per intenderci: l'ologramma dei tre che, quindi, si materializzeranno di fronte a noi per cantarcela...), in attesa di quel giorno, dicevo, torniamo a fare i conti col presente.
Tornano? I conti, dico... Mah...Non so...
Intanto domenica ho attraversato una crisi di coscienza.
Chiamato a garantire il mio impegno assoluto affinché il mio nipotino cresca e vada serenamente lungo i sentieri e i prati fioriti della fede (nel caso i suoi genitori mancassero in questo compito), mi sono trovato spalle al muro a dover rispondere alla fatidica domanda: Rinunci tu a Satana?
E io che mi ero preparato, affinando la mia convinzione che...insomma...beh...rinuncio? dipende, dalle contingenze, preferirei poter valutare caso per caso...mi ero preparato, dicevo, una formula cerchiobottista e un po' vigliacca per svicolare dalla questione: alla domanda "Rinunci tu?" avrei risposto "Rinuccio!". Nessuno se ne sarebbe accorto e io avrei salvato la faccia e la spendibilità futura della mia anima.
E invece, dal coro di Sì che si sono levati a rinnegare Satana e il Male, mi sono lasciato trasportare, biascicando un "mmhh...si...".
Ora sono qui, con un'anima candida che vale due lire, e una serie di tentazioni alle quali non riuscirò ad abbandonarmi... A partire da quella cameriera con angelico volto e fondoschiena diabolico (per non parlare del piercing sulla lingua...) che, ora che ci ripenso e faccio due più due, probabilmente era lì proprio per mostrarmi ciò a cui ho voltato le spalle.
Che Dio mi fulmini!
Me tapino.
domenica, maggio 22, 2005
Catena
Ricevo, compilo e volentieri trasmetto.
1. Volume totale dei file musicali sul mio PC
730 brani
2. L’ultimo CD che ho comprato
VV.AA. - Blue Note Trip - Mixed by Jazzanova
3. Canzone che sta suonando ora:
Would it be impossible - The Superimposers
4. Cinque canzoni che ascolto spesso (ultimamente) o che significano molto per me
Mario Castro-Neves - Summersoft
Earth Wind & Fire - Moment of truth
Stefano Bollani - Se non avessi più te
Yes - Does it really happen
Paul Weller - Thinking of you
5. Cinque persone a cui passo il testimone
Essedikappa
EcomeAndromaca
Parmachiara
Gianky
Danina
domenica, maggio 15, 2005
Outing

Scopro solo oggi che Macchianera ha lanciato una iniziativa interessante: "confessiamo quali sono le 31 canzoni che ci piacciono nonostante tutto, nonostante i nostri gusti, nonostante noi. Non è necessario che abbiano almeno un bel testo o una bella melodia, o ricordino un momento particolarmente felice; questa lista si basa su un meccanismo molto più semplice: trentuno canzoni (o quante ve ne vengono: in fondo chi se ne frega della quantità?) che per qualche recondito motivo apprezzate quando vi capita di ascoltarle, anche se non lo ammettereste mai.
Unica regola: solo canzoni italiane".
Capita a fagiolo.
Sì, perché in questo periodo di profonda introspezione, di crollo lento e inarrestabile di ogni certezza, in questo periodo in cui sentiamo (uso il plurale, ma sto parlando di me...) la terra sfaldarsi sotto i piedi, e nemmeno dar la colpa a Berlusconi serve più a farci stare meglio, in questo periodo che, insomma, avrete capito, cozza un po' con la primavera fuori della finestra... ecco, mi sono ridotto, per ritrovare uno straccio di punto fermo, a cercarlo nel passato, un bell'indietro veloce fino al momento meno remoto tra quelli che mi ispirano sensazioni piacevoli.
Mi sono fermato al 1983 (complimenti! stai messo proprio male, eh?!?).
Ho tirato a lucido il mio Kazaa-Lite e sono andato in cerca di vecchi mp3.
Ma seriamente. Vale a dire, con piglio deciso e sistematico.
Una pagina di Firefox aperta sulle Hit Parades italiane del periodo, e via alla ricerca dei brani che ricordavo. Che erano poi i brani che riempivano i nastroni che mio padre si faceva incidere dal negozio di dischi prima di partire per le vacanze in montagna (storie di lunghi viaggi e di tornanti a non finire). Inutile dire che l'ascolto ripetuto per 15 giorni di quel paio di cassette sortiva un effetto 'endovena' non indifferente.
Così, in tempi di revisionismo senza pudore, con l'alibi della ricerca sistematica e dell'approccio filologicamente corretto, ho cominciato a raccogliere gemme inarrivabili come Non sono una signora (Loredana Bertè), Sarà la nostalgia (Sandro Giacobbe), Sereno è (Drupi), Eva (Umberto Tozzi), Kalimba de luna (Tony Esposito), Notte a sorpresa (Pooh), Non so che darei (Alan Sorrenti). E poi più in là nel tempo, fino agli ultimi anni '70, con Svalutation (Celentano), Liù (Alunni del Sole) e... (tenetevi forte) due capolavori di Nicola Di Bari, Chitarra suona più piano e Vagabondo. Ah, dimenticavo...ho trovato anche una Soleado suonata da Fausto Papetti! Splendida.
Per non parlare delle cose straniere (farò un post a parte per quelle...).
Insomma, più l'entusiasmo cresceva più mi chiedevo a chi sarei riuscito ad ammettere questa fuga all'indietro.
A chi mi conosce per i gusti musicali ricercati e difficili? A coloro cui da tempo dico che i dischi li compro solo all'estero, ché il mercato italiano è morto? A quelli che leggono il mio blog, o i miei articoli sul mensile, nei quali sparo a zero sulla mercificazione della musica e sui fenomeni erosivi causati dalla diffusione dei formati mp3?
Un bel bagno di umiltà. Ecco. Scendo dal pero per un attimo e mi confondo nella mischia. Come avrei voluto fare oggi, giornata conclusiva del 78° raduno nazionale degli alpini, a Parma. 450.000 persone piovute di colpo in una città che normalmente ne conta 170.000. E io che da giovedì sono praticamente blindato in casa, con provviste e sigarette da qui al 2006, per non farmi travolgere dal fiume in piena, traffico bloccato, ecc.
Ecco, ora c'è Drupi che canta "E poi si resta soli, e non si canta più...".
Che dire? Se non funziona così passo al Prozac.
La lista delle 33 canzoni di cui credevo che mi sarei vergognato (e invece no).
Alle porte del sole - Gigliola Cinquetti
Ancora - Eduardo De Crescenzo
Buona Domenica - Antonello Venditti
Canzoni stonate - Gianni Morandi
Chitarra suona più piano - Nicola Di Bari
Cigarettes and Coffee - Scialpi
Dolce uragano - Gianni Bella
Erba di casa mia - Massimo Ranieri
Eva - Umberto Tozzi
Il Tempo se ne va - Adriano Celentano
Io amo - Fausto Leali
Liù - Alunni del sole
Luna - Gianni Togni
Maledetta primavera - Loretta Goggi
Meravigliosamente - I Cugini di campagna
Mister Mandarino - Matia Bazar
Nell'aria - Marcella Bella
Non si può morire dentro - Gianni Bella
Non so che darei - Alan Sorrenti
Notte a sorpresa - Pooh
Più ci penso - Gianni Bella
Quella carezza della sera - New Trolls
Sarà la nostalgia - Sandro Giacobbe
Sarà quel che sarà - Tiziana Rivale
Se tornassi - Julio Iglesias
Senza di me - Anna Oxa
Sereno è - Drupi
Singapore - I Nuovi Angeli
Soleado - Daniel Santacruz Ensemble
Soli - Adriano Celentano
Solo Tu - Matia Bazar
Spiagge - Renato Zero
Vagabondo - Nicola Di Bari
Mi arrendo.
sabato, maggio 07, 2005
Flower-Power
Mi piace, a primavera inoltrata, uscire portandomi dietro una forbice.
Ché l'altro giorno ho visto questa costa di argine, lungo la strada bassa che conduce in città, interamente ricoperta di margherite. Una distesa di bianco nel verde, sotto il sole.
Così stasera mi sono fermato. Quattrofrecce e via a stagliuzzare. No, non è bello, ma vi assicuro che nemmeno il più intransigente dei naturalisti noterebbe la differenza tra prima e dopo il mio intervento. Centinaia di migliaia di margherite, e io ne avrò rubate una trentina...
Mi piace l'idea di svegliarmi domattina e trovarmele sul tavolo mentre faccio colazione, spremuta, caffè-latte e torta della mamma...
Oddio, sembra una scena da spot del Mulino Bianco.
Giuro che non era nelle mie intenzioni.
Intanto la carbonara di stasera era spaziale.
;-)
giovedì, maggio 05, 2005
No, grazie
Che strana sensazione. Alla notizia di un interessamento da parte di Berlusconi e del governo a far sì che sia lo Stato ad accollarsi le spese del processo per la strage di Piazza Fontana, mi son detto "Beh, complimenti, un gesto nobile, non me l'aspettavo...".
Poi, con calma, ripensandoci mi è venuta una specie di prurito... Come se, ripercorrendo quella storia, rivedessi, messi in fila, tutti i personaggi che, più o meno nell'ombra, l'hanno scritta (o, meglio, l'hanno cancellata). Personaggi sempre più oscuri nella verità giudiziaria, sempre più riconoscibili, da tempo, nella verità storica. Tutt'ora riconoscibili. Riconoscibili e lucidi i movimenti, le regole, gli scenari, le finalità, i perché e i percome.
E certe facce son le stesse. Non sono cambiate. L'espressione è quella.
E allora mi vien da dire, mettendomi nei panni dei parenti delle vittime (che poi siamo noi tutti), che "No. Grazie, lasciate stare. Ché di schiaffi ne abbiamo presi abbastanza."
martedì, maggio 03, 2005
Piazza Navona
