oneforthepot

lunedì, luglio 25, 2005

Timbuctu: sola andata



Ho visto morire un cane ieri notte. Colpito da un'automobile sulla strada, mentre vagava senza sapere cosa o chi seguire.
Abbandonato, probabilmente. Lasciato solo.
L'ho visto, steso sull'asfalto, un solo sottile rivolo di sangue, sforzarsi per un ultimo respiro. Ho sentito il suo cuore velocissimo smettere di battere.
Ho continuato ad accarezzarlo mentre le auto continuavano a sfrecciare a fianco.
Il cielo ti protegga, piccolo. Ovunque tu stia andando.

MI fa pensare, questo mio recente scivolare sempre più dalla parte degli animali.
Questo mio allontanarmi deluso dagli uomini. E mi immagino sempre più solitario, in una casa di campagna, attorniato da cani e da gatti, galline, cavalli...
Mi fa pensare questa cosa.

Mi fa male, molto male, vedere come si può morire in una qualsiasi delle nostre moderne città europee.
Di terrore. Di bombe, certo.
Ma mi fa più male vedere che si può morire anche per mano di chi dovrebbe proteggerci da quelle bombe, da quella paura.
Un giovane brasiliano, elettricista a Londra, è stato ucciso con cinque colpi di pistola alla testa, sparati a bruciapelo dai poliziotti. Solo perché non si è fermato all'Alt intimatogli, solo perché aveva uno zainetto sulle spalle ed un volto 'non conforme alla normalità'.
Posso anche accettare che ci sia tra noi qualcuno che ci odia, e che è pronto a farsi eplodere per mandare al creatore qualche decina di occidentali.
Posso accettare l'idea che, finché non si troverà il modo di vincere questa mostruosa degenerazione, ad ognuno di noi non resti che sperare nella buona sorte, nella legge dei grandi numeri, e di non trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Non posso, non riesco ad accettare che per un semplice banalissimo sospetto, nel giro di una manciata di secondi, le forze dell'ordine possano decidere di... spararti alla testa, di ucciderti all'istante. E poi, solo poi, magari, scoprire che non avresti fatto male a una mosca.
Fior di commentatori non tarderanno a sottolineare che si tratta di un male necessario, un male minore, il prezzo da pagare per la nostra libertà.
Io credo che ci si trovi di fronte ad un evento terrificante, a una mostruosità che colpisce duramente e in modo forse irreparabile tutto ciò che nei secoli è stato costruito faticosamente, tutto ciò che conosciamo con il nome Civiltà.

Ho come l'impressione che si sia ad un passo da un'epoca di barbarie, che il chiarore generato a partire dal secolo dei lumi si stia drammaticamente spegnendo.

Guido Viale, sul Manifesto, ragiona sui deprecabili sproloqui di colei che qualcuno vorrebbe occupasse un seggio da senatrice a vita, Oriana Fallaci.
La ammonisce con sarcasmo in queste righe: "Che fare, infine, dei dieci milioni di islamici già presenti sul suolo europeo, molti dei quali cittadini dei rispettivi Stati? Già; che farne? Non si può rimandarli nei paesi di origine: non se li riprenderebbero. Non si può «assimilarli»: non ci stanno più; meno che mai oggi, di fronte a una società che non prospetta niente di buono nemmeno ai suoi membri di lunga data. E nemmeno si può convertirli, in nome delle «radici cristiane» dell'Europa; anche loro hanno radici, che cristiane non sono. Ricordarglielo non fa che fomentare le ostilità. Bisogna però impedir loro di nuocere, tenendoli sotto controllo, perché ciascuno di loro è un potenziale terrorista. Un metodo - ma non ne vedo altri - potrebbe essere, come ipotizza Eugenio Scalari, quello di rinchiuderli nei loro quartieri, limitando la loro possibilità di circolare liberamente tra «noi». Oppure marchiarli, magari cucendogli addosso una mezzaluna verde. Qualcosa del genere lo abbiamo già sentito, vero, Oriana? Ma alla lunga, possiamo continuare a convivere con un'intera nazione di nemici, annidati nelle nostre città, molti dei quali talmente simili a noi da raggiungere posizioni di rilievo? Non diventerà indispensabile trovare anche per loro una «soluzione finale»? Non è un'iperbole né un paradosso. Anche se evitano di nominarlo, gli scritti di Oriana Fallaci e il loro successo ci pongono di fronte a un esito possibile dei processi di globalizzazione. Certamente dobbiamo portare i seguaci di Oriana Fallaci a misurarsi con questi interrogativi. Ma con prospettive del genere dobbiamo fare i conti e definire le alternative possibili. Le risposte di comodo non sono ammesse."

Parafrasando il britannico motto di questi giorni,
Io ho paura.

testuali parole di oneforthepot 00:26 | commenti (26) | permalink

domenica, luglio 17, 2005

Uomini e Topi



Io, se fossi stato Kevin Costner in Balla coi Lupi, ai soldati che gli ammazzavano prima Cisco, il fedele cavallo, e poi Due Calzini, l'amico lupo, a quei soldati, dicevo, gli avrei staccato la testa a morsi.
Torno a guardare Balla coi Lupi quando sento le prime avvisaglie di pessimismo cosmico strisciare tra i miei piedi.
Il guaio è che quel film non mi aiuta.

C'è una gattina là fuori, da qualche parte, che è stata brutalmente strappata alla sua casa, ai suoi affetti.
Rapita, portata via, allontanta, gettata chissà dove...
E io non riesco a reggere il pensiero dei suoi perché, del suo non capire che cosa sta succedendo, del suo non capire dove si trova, del suo vagare incredulo, vittima della sua curiosità, del suo amore per la libertà.
C'è un tipo di ignoranza che fa paura.
Un'ignoranza che alcuni definirebbero animale, sbagliando.
Perché nemmeno la più scura delle bestie è capace di simile mostruosa crudeltà.
Paradossalmente è proprio la convinzione della superiorità dell'uomo che porta l'uomo stesso a livelli bassissimi e indegni di civiltà.
Arroganza stupida e violenta che nasce dalla mutazione malefica delle cellule razionali, dalla rottura perversa della dicotomia natura/cultura.
Mostruosità.

E sempre più mi dico che tra uomini e animali scelgo gli animali.
Tra cowboy e indiani scelgo gli indiani.
E tra indiani e cavalli scelgo i cavalli.
E tra topi e leghisti scelgo i topi.

Un cane addestrato alla ricerca di esplosivi è rimasto ucciso dalla bomba che aveva appena scoperto.
Chissà se ha fatto in tempo a chiedersi perché?
Perché gli hanno insegnato quel simpatico gioco, con tutte quelle succulente ricompense per ogni volta che scopriva il 'tesoro' nascosto?
Perché non gli hanno detto che era un gioco pericoloso?
Perché nessuno si è sognato di proporre un monumento, una targa, in memoria di quel cane?

Pare che uno dei passatempi preferiti dai soldati americani in Iraq sia quello di sparare ai cani randagi, con proiettili di grosso calibro of course...
Non c'è speranza, temo.

testuali parole di oneforthepot 11:28 | commenti (9) | permalink

sabato, luglio 16, 2005

Copia&Incolla

"Ordinamento giudiziario: le modifiche più urgenti investono: la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati; la normativa per l'accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari)... Responsabilità del Guardasigilli verso il Parlamento sull'operato del Pm... Riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati... Separare le carriere requirente e giudicante"
Il Ministro Castelli?
No. LIcio Gelli, in  "Piano di rinascita democratica" - 1982

testuali parole di oneforthepot 15:30 | commenti | permalink

venerdì, luglio 15, 2005

Spazzole, tromboni e Fender Rhodes...



Quando mai mi ricapiterà di trovarmi sulla via
Emilia sotto un sole a picco e di incrociare una Electra-Glide luccicante che procede maestosa e altera verso di me, esattamente nel momento in cui dalla mia radio escono le epiche note di Prelude, brano di apertura della colonna sonora del film Electra-Glide in Blue (film del '73 che vede protagonista proprio la leggendaria Harley Davidson)?
Che inizia dolcissima e placida e al primo giro di accordi lo senti, lo sai, che di lì a poco arriveranno i tromboni e il cielo si aprirà azzurro e accecante, ed è come l'istante prima di un orgasmo, la rincorsa dello starnuto, i due secondi prima della mezzanotte...
Eh? Quando mi ricapiterà?
Giusto quindi sottolineare l'evento, non credete?
I tromboni! A me quello che mi frega sono i tromboni, il planare vasto e solare a volo d'uccello dei tromboni. E le spazzole, il segreto e scintillante armeggiare delle spazzole su charleston e rullante. E il vibrafono, il suo vitreo tondeggiare, e i Fender Rhodes, tutti i Fender Rhodes di questo mondo, il loro mellifluo liquefarsi sotto la lingua. E i primi bassi elettrici, il loro erotismo sinuoso e carnale...
L'estate, quella sì, mi frega. L'estate dei ricordi e dei sogni. Quella che non tornerà mai più, ammesso e non concesso che sia mai esistita. Forse l'ho solo sognata, una notte calda di trent'anni fa.

testuali parole di oneforthepot 00:23 | commenti (3) | permalink

lunedì, luglio 04, 2005

La La Lallalla La La Laaa...



E' arrivata! La compilation dell'estate.
The Mighty Mellow
75 minuti di musica, 23 incredibili brani per sonorizzare le tue vacanze.
James Brown, Kool & The Gang, Quincy Jones, Sergio Mendes, Henry Mancini, Piero Umiliani, Gato Barbieri e tanti altri...
Prenotala ora, e paghi nel 2014!

testuali parole di oneforthepot 01:34 | commenti (18) | permalink

domenica, luglio 03, 2005

Primo Mondo

Mi sono ricordato del Live8 solo a mezzanotte.
Ho acceso la tv quasi dispiaciuto per "essermi perso l'evento".
In realtà, ragionando, se me ne sono dimenticato è solo perché a certe cose non credo più.
E gli ultimi scampoli di concerto, a quell'ora di notte, hanno confermato la mia convinzione di base.
Certo, vedere insieme i Pink Floyd (compreso Waters) che fanno Wish You were here... fa piacere.
Vedere Mc Cartney che attacca Helter Skelter... fa piacere.
E' vedere Baglioni che fa un po' meno piacere, con una voce ormai imbarazzante e un ghigno da dimenticare (assieme alla camiciuola bianca). Meno male che a un certo punto è arrivato Biagio Antonacci a dargli man forte (aaarrrggghhh!!!!!).
E poi sapere che avrebbe partecipato Max Pezzali, e Le Vibrazioni, e la Pausini, e gli Articolo 31...
Dio (se c'è) possa fulminarli in questo istante.
Puzzava tutto di spot, di un tremendo spot per togliere un po' di polvere ad una serie di vecchi arnesi che ben poco ormai han da dire, musicalmente; e per dare lustro ad una serie di giovani personaggi da strapazzo che impestano radio, tv, giornali con le loro canzoncine.
Mancava solo DJ Francesco.
Ha ragione Peter Gabriel lamentandosi del fatto che ad un evento del genere, dedicato all'Africa, mancassero quasi completamente rappresentanti musicali di quel paese.
E poi sarei stato anche curioso di andare a dare un'occhiata nel backstage, magari nei camerini, o nello spazio buffet, e vedere se sui tavoli c'era birra (calda, magari) o champagne...
Per finire, quella che può sembrare una cattiveria ma non la è.
C'era Stevie Wonder, da Philadelphia...e...beh... portava l'orologio...
Qualcuno mi spiega?

testuali parole di oneforthepot 20:11 | commenti (5) | permalink

sabato, luglio 02, 2005

Tentazioni

Sarà il sole, saranno tutte queste pance/schiene/gambe impunemente scoperte, ma i dettami del Nuovo Catechismo descritti così limpidamente da Papa Ratzinger, soprattutto i passaggi che riguardano la masturbazione, mi fanno venire una gran voglia di 'rimettere mano' a certe care, vecchie abitudini...
:)

testuali parole di oneforthepot 17:53 | commenti (7) | permalink
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