oneforthepot

lunedì, ottobre 31, 2005

That's Entertainment


"Ma si può che a 38 anni sono in fila ad aspettare un autografo?!?" si chiedeva una giovane donna di fronte al pullman da cui Paul Weller, sorridente, pennarello in mano, salutava i suoi fans scrivendo il suo nome su biglietti, foto, poster, 45 giri e altri vari supporti più o meno cartacei.
Si, si può.
Soprattutto dopo un concerto come quello che Weller ha tenuto in un Vox strapieno lo scorso 27 ottobre, caldissimo ed entusiasmante.


Come un buon vino, l'ex leader dei Jam, il cofondatore dei leggendari Style Council e ora, meritatamente, semplicemente Paul Weller, come un buon vino, dicevo, col passare degli anni migliora, acquista spessore, carattere, pregio. E di anni ne sono passati (una trentina circa), eppure non sembra. Entra in scena, assieme alla sua band, vestito con impeccabili pantaloni grigi stirati con tanto di piega, una maglia girocollo ed una sciarpa leggera. Non sono riuscito a vedere le scarpe, ma posso immaginarle. Dell'antica storia Mod Paul Weller si porta appresso il rigore e la lucentezza dello stile così come l'amore intransigente per le radici nere della propria musica.


Imbraccia la sua Gibson J45 acustica e parte con Going places (da Illumination), niente preliminari, quindi, è subito climax.
Non sembra proprio che abbia quasi cinquant'anni, a vedere come tratta le sue chitarre, a vedere come suda composto già al secondo brano.


Passa in rassegna la sua intera carriera, da In the crowd dei Jam, attraverso Long hot summer e Shout to the top degli Style Council, fino ai suoi classici, Wild wood, una You do something to me talmente bella da essere diventata insopportabile, Broken stones, Woodcutter's son, sfoderando la sua parure di Gibson vintage, la SG, la B45 a 12 corde, la Epiphone Casino Sunburst, sedendosi al piano sigaretta tra le labbra.


Perfetta iconografia rock, ma senza mestiere, per nulla artificiosa. Pare proprio divertirsi, sorride, ammicca, pare voler mordere il microfono. Suona tutto molto compatto, coerente. Una discografia abbondante e variegata ricondotta con grande perizia ad un'attualità energica e fresca, a spazzare via, d'un colpo, schiere di giovanotti trendy, di next big things, di nuovi profeti del rock.


La sensazione trasmessa da Weller, grazie anche alla perfetta sintonia con la sua band, è di estrema naturalezza, di nessuna accattivante finzione. Basta guardare il fido Steve White, che sembra ancora un ragazzino, proprio come quando esordì con gli Style Council, a soli 18 anni, basta vedere come pesta sui tamburi, come invoca la sua anima nera. E forse il segreto di questa riuscita ricetta sta proprio nella capacità di Weller di rappresentare ancora oggi, perfettamente, la tradizione tutta inglese della fusione tra rock bianco e radici nere, avendo raccolto il testimone dalle mani dei Traffic, degli Small Faces, dei Cream. Sentite il rock furente di Floorboards Up, il blues bianco di The Changingman, il soul in perfetto stile Stax di Broken stones, il folk-jazz di Roll along summer...


Importante è stato anche, per Weller, non lasciarsi mai travolgere dal musicbiz, non cadere nella sovraesposizione mediatica, circoscrivendo il suo orizzonte alla tranquilla e quotidiana coltivazione del proprio orticello di buone canzoni. E con questi presupposti è chiaro che la maturità si raggiunge facilmente e i frutti arrivano ad essere sani e squisiti (musicoltura biologica, se mi passate il termine).
Vero, ci aspettavamo Town called Malice, nel finale, e non è arrivata.
Diciamo che è stato meglio così, che sarebbe venuto giù il soffitto.


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venerdì, ottobre 28, 2005

Paul Weller



27 ottobre 2005 - Vox Club, Nonantola (MO)

testuali parole di oneforthepot 05:19 | commenti (4) | permalink

venerdì, ottobre 21, 2005

Carrickfergus

Mica facile.
Avrei voglia di scrivere, di parlare, di salutarvi quando passate, di capire che ci sono.
Eppure mi sembra che nessun argomento meriti di essere trattato.
Forse sono semplicemente stanco.
Annoiato no, magari avessi il tempo.
Mio nonno diceva (non è vero ma è uguale) "non ho neanche il tempo di tirar giù l'acqua quando vado al cesso!".
Questione di priorità, come sempre.
Di selezione innaturale.
Taglia, taglia, taglia...tutto ciò che non è strettamente necessario.
Mica facile.
Nel superfluo è dove c'è più da ridere.

So I'll spend my days in endless roving,
Soft is the grass and my bed is free.
Oh to be home now in Carrickfergus,
On the long road down to the salty sea.

testuali parole di oneforthepot 23:09 | commenti (6) | permalink

venerdì, ottobre 14, 2005

2punti #12

#1
Ieri stavo entrando al supermercato. Un banchetto di fianco all'ingresso, di quelli visti e rivisti.
Uno stronzetto con la faccia da stronzetto che mi apostrofa "Giovane..."
Giovane tua sorella, ribatto.
"Una firma contro la droga..."
Mi spiace, sono a favore.

#2
E poi, dentro, l'addetto sornione (e un po' avanti con gli anni) al banco dei salumi, mi vede guardare il vassoio dei ciccioli (sapete cosa sono?).
"Ti piacciono?" mi fa.
Direi di sì, ribatto.
"Vuoi assaggiare?" e me ne porge uno.
Scrunch scrunch... mmm...buono.
"Vuoi anche il servizio in camera?"
Emmhh...no, me ne basta un sacchetto, grazie...
E mentre mi allontano canticchia "tanti baaaciiii...innamoraaatiii...."
Aho'!! Ce stai a prova'?!?!

#3
Io spero davvero che se alle prossime elezioni vince l'attuale opposizione, questa sia poi capace di mettere in piedi una bella e spietata serie di leggi contra personam (si dice così?), per fargliela pagare a 'sti b*st*rd*....
Vendetta?
YES!

#4
A proposito di Lapo, volevo precisare che, in fondo, mi è più simpatico ora. Prima mi stava proprio sui coglioni, ora è quasi umano. E le grasse risate che mi sono fatto in questi giorni erano rivolte a tutti quelli (e sono tanti) che vedevano in lui e in quelli come lui (e sono tanti) una sorta di razza superiore, destinata giustamente a guidarci e a decidere per noi.
Ora aspetto con fiducia che becchino, che so?, Ricucci ad un festino di coprofagi...

testuali parole di oneforthepot 14:45 | commenti (10) | permalink

martedì, ottobre 11, 2005

Per me, Numero 1!

Sapete cos'è che ha fregato Lapo?
E' che stava facendo un gioco con i suoi tre amichetti (tra cui "Patrizia", noto transessuale barese cinquantaseienne di nome Lino).
Che gioco?
Il gioco del Codice Morse.
E' stato quando gli è toccato di scrivere il suo nome che non ha retto.

L  A  P  O:
punto riga punto punto
punto riga
punto riga riga punto
riga riga riga

testuali parole di oneforthepot 18:54 | commenti (19) | permalink

lunedì, ottobre 10, 2005

Déesse



E intanto in questi giorni corre il 50° compleanno della Citroen DS, per quanto mi riguarda l'automobile più bella e affascinante che sia mai stata costruita. Ci feci un viaggio, parecchi anni fa, sulla DS di un amico, un viaggio che a noi parve, allora, come una specie di coast to coast, una cavalcata on the road, visionaria e sognante, mentre era un semplice Parma - Rimini. Quasi sdraiati sul divano posteriore ci gustavamo la morbidezza dei tappetini e aprivamo lattine di birra. Durante quel viaggio ci innamorammo tutti della ragazza del nostro amico al volante. Lei del resto pareva trovarsi a proprio agio nelle vesti di unica donna in quel gruppo di giovani sognatori, come una casta groupie elargiva sorrisi, baci e carezze, mentre il suo cowboy ogni tanto emergeva dalla strada intonando dal nulla ''I'll never look into your eyes...again''.
Ora è un architetto stimato con una moto potente, un giubbotto di pelle e due bambine, credo.
La DS l'ha venduta ad un appassionato che restò a piedi dopo un paio di chilometri.

testuali parole di oneforthepot 16:03 | commenti (2) | permalink

domenica, ottobre 09, 2005

2punti #11

#1
Ho fatto bene a fermarmi al Blockbuster che ho incontrato sulla strada di casa ieri sera.
Tra le vhs usate (e garantite) ho trovato: Strange Days di Kathrin Bigelow, Salvate il soldato Ryan, Billy Elliott, Il mestiere delle armi, Il grande Lebowsky, e il mitico Duel (quello della fuga di un uomo al volante della sua auto inseguita minacciosamente da un diabolico camion). Il tutto alla modica cifra di 15€ (2.5€ l'una).
Carino (e curioso) poi che io abbia trovato Il mestiere delle armi, di Ermanno Olmi, giusto un paio d'ore dopo averne sentito parlare per la prima volta da una amica per la quale quello è il film culto (mentre io ribattevo con il mio Pointbreak).
Di Billy Elliott ho già avuto modo di parlare. Aggiungo solo che in quel film la canzone 'A town called Malice' dei Jam suona da dio. A proposito, pare che proprio 'A town called Malice' sia l'ultimo bis, quello che chiude la scaletta dei live di Paul Weller, nella tourné che sta per portarlo anche in Italia.
Un gran bel modo per rendere indimenticabile un concerto (se ce ne fosse bisogno).

#2
Devo iniziare a pensare al Nastrone of the Natale 2005.
Intanto le prenotazioni sono aperte.
No, non si accettano dediche e richieste.

#3
A parte questo, se vi interessa vi confermo che la linea di budini/mousse o come li volete chiamare, della Swiss Delice, ai gusti cioccolato amaro, cioccolato al latte e cioccolato bianco, sono assolutamente spaziali, una goduria esagerata.
Se hanno bisogno di un testimonial per uno spot sono pronto. Credo di riuscire ad essere credibile.

#4
Corvo Rosso (di Salaparuta), avrai il mio scalpo.

testuali parole di oneforthepot 16:58 | commenti (5) | permalink
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