domenica, gennaio 29, 2006
Tra le varie cose scaricate di recente, tre video di concerti di David Bowie.
Il Glass Spider Tour del 1987, il Serious Moonlight Tour del 1983 e il Sound+Vision Tour del 1990.
Il Glass Spider Tour non regge l'urto dei quasi vent'anni passati e appare sintetico, plasticamente barocco, posticcio. Musicalmente troppo sbilanciato sulle canzoni del disco, poca roba. Si salvano la versione 'dal cielo' di Time e l'inattesa (allora) Young Americans. Quel concerto lo vidi due volte, a Milano e a Torino. Allora mi appassionai, pur perduto nella vastità dei prati di San Siro e del Comunale di Torino. Poco tempo dopo recuperai anche i relativi Bootlegs in vinile e, devo dire, che riascoltare Heroes, soprattutto il boato quasi isterico del pubblico alla fine del brano, mi fa venire ancora la pelle d'oca.
Il Serious Moonlight Tour è stato per me, negli anni della mia passione per il Duca Bianco, qualcosa di mitologico. Nel senso che quel Tour non passò dall'Italia ma lasciò ricordi indelebili nei fans italiani che si recarono a Frejus, Provenza, per assistere al concerto nell'anfiteatro romano.
Vedendo ora il video dello show di Vancouver, la prima cosa che salta all'occhio è l'alone dorato che avvolge Bowie, l'eccesso di presenza scenica, il carisma proiettato verso l'uscita del tunnel.
Il Sound+Vision Tour del 1990 fu invece il tentativo di Bowie di accontentare per l'ultima volta i fans, regalando loro tutte insieme le tappe fondamentali della sua carriera, i suoi brani più noti. Una sorta di definitiva Greatest Hits dal vivo che gli avrebbe permesso poi, a suo dire, di voltare pagina definitivamente.
Potevo perdermi quello show? No, certo. Lo vidi infatti a Milano, al Palatrussardi, ma ho pochissimi ricordi di quella sera, se non l'Inno alla gioia iniziale trasmesso dagli altoparlanti prima che Bowie entrasse in scena solitario, 12 corde a tracolla, intonando Space Oddity.
Quel concerto, rivisto oggi, appare assolutamente perfetto, impeccabile. Bowie in completo grigio e camicia bianca. Scenografia pulita, per nulla teatrale, semplicemente impreziosita da immagini proiettate sul palco, e tutto lo spazio alla musica, ad un repertorio irraggiungibile. Space Oddity, Life on Mars, Changes, Ziggy Stardust, Young Americans, Ashes to Ashes, Heroes, Modern Love, Rock'n'Roll Suicide...
Sono anni che non tiro fuori un disco di Bowie dallo scaffale.
E' giunta l'ora.
Hunky Dory è quello giusto.
venerdì, gennaio 27, 2006
Certo non si può dire che non ci siano più gli inverni di una volta.
Non abbiamo più motivo per ritornare con nostalgia a quegli anni in cui d'inverno nevicava, sul serio, e la neve, poi, se ne andava a primavera.
Se tanto mi da tanto, la neve di questi giorni prima di marzo non si scioglierà.
La Mary Lou pare un po' disorientata. Una soffice e candida distesa di neve le ha tolto parecchi dei suoi punti di riferimento, odori compresi.
I buchi attraverso le reti dei cortili sono sepolti da insormontabili montagne di ghiaccio.
Così rientra in casa sconsolata e provata dal freddo, e si lascia cadere stremata tra le mia braccia, sotto la coperta.
Ho abbassato non di uno ma di due gradi la temperatura dei caloriferi in casa. Non perché sono filogovernativo. Nemmeno voglio il bene di questo paese, meno ancora il bene di questo governo. Semplicemente ho caldo. E devo risparmiare.
Il mio albero di N****e è ancora lì, perfettamente illuminato.
Tra i dischi più belli che ho scoperto in rete metto Emiliana Torrini - Fisherman's woman, Horace Silver - Song for my father, Frank Sinatra - Live at The Sands, McCoy Tyner plays Bacharach, Wynton Marsalis - Live at The House of Tribe, e l'intera discografia di Sergio Mendes & Brasil 66.
Quest'ultimo mi ha davvero aperto il cuore.
E' stato come ritrovare una persona amata dopo decenni. In realtà non l'avevo mai ascoltato direttamente, ma è stato come se quella musica fosse da sempre inscritta nel mio inconscio, nel mio DNA. Meraviglioso!
La serie Classics (che raccoglie in una serie di monografie le pressoché infinite versioni degli standards più famosi del jazz e non solo) sta arrancando. La mole di brani raccolti è già oggi monumentale. Mi ci vorrebbe un mese di tempo per scegliere e ordinare il tutto. Oppure avrei bisogno di una segretaria.
Ne avrei bisogno davvero. Ma ce la faremo, poco alla volta.
Intanto quello sciagurato veronese che ha sparato ad un rapinatore che stava entrando in casa sua, uccidendolo, sarà incriminato per omicidio volontario. Chissà se qualcuno lo difenderà sostenendo che la nuova legge sulla legittima difesa, anche se non ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, era talmente necessaria da poterla considerare immediatamente applicabile.
Certo, nessuno ha mai provato ad entrare dalla finestra in casa mia. Non so cosa si può provare in quei momenti, quali paure. Ma non può essere questo il punto di vista da cui affrontare il problema. Troppo facile.
Intanto ha preso il via la sesta edizione del GF. Davvero, non me ne può fregare di meno. Provo solo ad immaginare, guardando distrattamente i volti dei giovani protagonisti, il futuro non troppo lontano in cui quei giovani saranno 'personaggi' a pieno titolo ed imbottiranno la nostra TV, già sazia per altro, con la loro presenza, i loro pareri, anche non richiesti, le loro insignificanti frivolezze. Bastaaaa, cazzo!
Ho come l'impressione, scrivendo, che questo sia uno dei post più mesti della storia di questo blog. Qualcosa a metà tra l'insignificante e l'ovvio.
Chissà perché?
Forse perché non sono dell'umore adatto, nonostante la neve.
Forse perché ho altri pensieri, non particolarmente eccitanti, per la testa.
Eppure sto cercando di dargli corpo, aggiungendo argomenti ad argomenti, saltando anche di palo in frasca, senza rendermi conto che non sarà il numero di battute (con o senza spazi) a renderlo memorabile, o anche solo interessante.
Mi fermo qui.
P.S.
Ho due biglietti per andare a vedere Matchpoint di Woody Allen.
Se non viene nessuno vado da solo.
giovedì, gennaio 19, 2006
#1
Come i più arguti di voi avranno notato, il titolo seriale del post per punti si è trasformato.
Da 2punti#16 a :16
Bello, vero? Stilisticamente accattivante, non trovate?
No?
#2
Ci sono strade e posti in cui circolano ancora carrozze trainate da cavalli.
E non sto parlando di luoghi turistici.
#3
Ho scoperto (solo ora, vabbè...) Emiliana Torrini, in ambito musicale uno dei rarissimi esempi di italiano apprezzato e stimato all'estero (più all'estero che in Italia!). Ci credo. Con quella voce...
Solletico al cuore.
#4
Povero presidente del consiglio...
Ormai non lo prende più sul serio nessuno.
L'altra sera, mentre parlava in diretta telefonica, tra gli ospiti nello studio di Ballarò era tutto un sorriso trattenuto, un colpo di gomito, un imbarazzo velato...
Che figura...
#5
Pare che tra i protagonisti della prossima edizione de L'Isola dei Famosi ci sarà Rocco Siffredi.
Credo che ne vedremo delle belle.
#6
Vado a prepararmi un'insalata di farro.
Ieri sera rigatoni gorgonzola e noci. Una favola. Davvero.
#7
Il prossimo post, giuro, non sarà un post per punti. E nemmeno minimalista.
giovedì, gennaio 12, 2006
#1
Ho trovato terribilmente soporifero ieri sera il presidente del consiglio nel salotto imbiancato di Vespa. Mi sono risvegliato sul divano che erano quasi le 5.00.
#2
Uscire dall'ufficio della commercialista con un principio di erezione non mi ha distolto dal pensiero tragico della multa da pagare per mancati (involontariamente, giuro!) versamenti IVA nell'anno 2003.
#3
I classici dei Beatles suonati 'in Barocco' dall'Orchestra da Camera di Peter Breiner sono decisamente accattivanti.
#4
Voi avete già disfatto l'albero?
#5
Voi lo sapevate che esiste un programmino per evitare gli eventuali danni causati da improvvise passeggiate del Vs gatto sulla tastiera mentre state lavorando al computer? Funziona così: quando sulla tastiera vengono composte improbabili combinazioni di lettere e/o numeri (il cosiddetto catlike typing) il programma attiva una finestra che dice: "Tu sembri un gatto. Se non sei un gatto scrivi human."
#6
Dall'altra parte della barricata c'è, per fortuna, il primo e credo unico Blog 'gestito' da un gatto. Si chiama Ripley (il gatto) e questo è l'indirizzo.
venerdì, gennaio 06, 2006
I miei buoni propositi natalizi riguardavano già questo breve periodo di vacanza.
C'era tutta una serie di cose che mi ero ripromesso di portare a compimento o, addirittura, di mettere in moto.
Diciamo che ho preferito rilassarmi, recuperare (spero) le energie.
Ho cazzeggiato. Amabilmente, ma ho cazzeggiato.
Ma non nel senso deteriore del termine.
Sarà stata colpa di quella deliziosa bottiglia di Porto invecchiato che ho ricevuto a Natale...
Diciamo che in un mondo migliore qualcuno si sarebbe preoccupato di tutelare (prima) e retribuire (poi) le attività che mi hanno tenuto impegnato in questi giorni.
Mi spiego.
Tutto ha avuto inizio con la mia scoperta di eMule, con la percezione delle infinite strade che si aprivano per me una volta entrato nel dorato mondo del pir-tu-pir.
Non mi dilungherò sugli aspetti più frivoli della questione (c'è gente che ha raccolto e poi condiviso i più piccanti passaggi di trasmissioni epocali come Non è la Rai, o Controcampo quando la moglie-del-calciatore di turno accavallava le gambe lasciando intravedere qualche millimetro quadrato di biancheria intima - se c'era....).
Tornando al tema, le più grandi soddisfazioni le ho provate scoprendo i vasti archivi delle versioni più disparate dei grandi classici della Musica.
Brani come My favorite things, Round Midnight, Moon River, Blue Moon, Lullaby of Birdland, As time goes by, Fly me to the moon, Over the rainbow, Moonlight serenade, Summertime...
Da perderci le notti. Giuro.
Così, da bravo precisino, mi sono messo con cura a cercare, spulciare, scegliere, scaricare, verificare, catalogare, ricostruire...
Molto di ciò che si trova è imperfetto, disturbato, o non corrisponde alla descrizione che ne viene data. Non è tutto oro quello che luccica, per intenderci.
Ma con pazienza i risultati arrivano.
Ed è per questo che, con enfasi, sono orgoglioso di presentare al (mio) pubblico (che siete poi voi) i primi tre capitoli di quella serie che promette sin da ora di diventare punto di riferimento per quanto riguarda il recupero e la tutela del patrimonio musicale popolare (niente paura, avete letto bene).
Il titolo della collana è Backup! The Standards Collection (e anche trovare il titolo giusto non è mica semplice, sapete?).
Ogni CD sarà dedicato ad un brano e ne conterrà una ventina di versioni differenti, da quelle classiche alle più bizzarre (tipo la versione Thailandese di Moon River...). Il libretto a corredo, oltre a presentare la tracklist degli interpreti, offrirà il testo della canzone ed un breve cenno storico sulla genesi della composizione, gli autori e quant'altro.
I primi tre capitoli della collana sono dedicati a My Favorite Things, Moon River e Blue Moon. Di queste ultime due canzoni il materiale raccolto è talmente vasto che si prevedono già i rispettivi secondi volumi.
Insomma, non potrebbe essere un lavoro a tempo pieno, regolarmente retribuito, oltre che fattore di crescita culturale e spirituale per la collettività?
Secondo me sì.
No?
lunedì, gennaio 02, 2006
Come dice mia sorella, non è capodanno senza il concerto di capodanno.
Così, alla faccia dei nazionalisti beceri ("Basta con 'sti valzer" - Fabrizio Del Noce), ho snobbato il concerto italiano dalla Fenice di Venezia e mi sono sparato tutto il Neujahrskonzert viennese. E vai con Strauss!
Aggiungo, poi, che non è capodanno senza la visione domestica di "Indovina chi viene a cena". Di più: il film va visto rigorosamente in bianco e nero (non chiedetemi perché).
Indimenticabile la scena in cui Spencer Tracy intinge il pennello da barba nel whisky, e quella in cui sfilata una cravatta dall'anta dell'armadio scendono anche tutte le altre, ed il primo piano in cui sempre lui rimugina sui suoi turbamenti e se ne esce alla fine con "ma mi venisse un corno!". E quella in cui Kathrine Hepburn licenzia la direttrice della sua galleria, e Monsignor Ryan che si invita a cena con un ironico "se no, con tutti questi negri sareste in minoranza", e ancora quella in cui la governante di colore sbuffa e dice "ancora un po' e questa casa sarà infestata dai negri!"...
Bellissimo. Ogni anno di più.
Tanto che, particolarmente colpito questa volta dal tema portante della colonna sonora, me lo sono andato a cercare sui miei siti preferiti, quelli che spacciano vecchio vinile, roba da feticisti e malati terminali.
E l'ho trovato!
The Glory of Love - Guess who's coming at dinner O.S.T. - 7"
Già. Il 45 giri...
E anche l'intero LP. L'intera colonna sonora composta da Frank De Vol. Sapete chi è? No? Nemmeno io.
Peccato, perché quel brano sarebbe stato benissimo nella Xmas Collection... Sarà per quella dell'anno prossimo.
